Ristoranti Asola, La Filanda provincia di Mantova
  • Contacts










  • Location



    Map


    La Filanda
    Via Carducci 21/ E 46041 Asola (MN)




    To See & To Do



    To Visit


    Parco del Mincio

    Conosciuta con il nome di "Terre del Mincio” l’area che si estende tra il Garda e il Po è il Parco del Mincio, un'affascinante area verde protetta che comprende il territorio dei 13 comuni lombardi, una destinazione turistica molto apprezzata. Un lembo di Lombardia incastonato tra l'Emilia e il Veneto, un territorio fatto di acqua e di terra rubata all'acqua, che include Mantova, città UNESCO, i tesori d'arte e gli emblemi di un passato segnato da eventi bellici cruciali nella storia d'Italia. Una varietà di ambienti naturali di grande fascino, che il fiume Mincio ha plasmato con maestria.
    Il Mincio è un affluente del Po che attraversa, oltre la Lombardia, anche il Trentino Alto Adige e il Veneto. Una parte del fiume bagna la città di Mantova, dove forma 3 piccoli laghi: il lago Superiore, il lago di Mezzo e quello Inferiore.
    E' un fiume navigabile, preferibilmente con imbarcazioni piccole e guidate da esperti, tanto che è possibile scoprirne gli itinerari con una mini crociera che parte dai Laghi di Mantova fino all'immissione nel Po. Dai colli morenici fino alla confluenza con il Po, questo territorio offre una notevole varietà di bellezze monumentali, di opere frutto dell'ingegno umano, di paesaggi forgiati dalla natura e di presidi del gusto e dell'enogastronomia tradizionale.

    Il Palazzo Ducale di Mantova

    Il Palazzo Ducale è stato la residenza principale dei Gonzaga, signori, marchesi ed infine duchi della città di Mantova. Assunse la denominazione di Palazzo Reale durante la dominazione austriaca a partire dall'epoca di Maria Teresa d'Austria regnante.
    Ambienti diversi e separati tra loro furono costruiti in epoche differenti a partire dal XIII secolo, inizialmente per opera della famiglia Bonacolsi successivamente sul volere dei Gonzaga. Fu il duca Guglielmo ad incaricare il prefetto delle Fabbriche Giovan Battista Bertani perché collegasse i vari edifici in forma organica così da creare, a partire dal 1556, un unico grandioso complesso monumentale e architettonico, uno dei più vasti d'Europa, che si estendeva tra la riva del lago Inferiore e Piazza Sordello, l'antica Piazza di San Pietro. Morto Bertani nel 1576, l'opera fu proseguita da Bernardino Facciotto che completò l'integrazione di giardini, piazze, esedre, cortili, loggiati e gallerie, fissando definitivamente l'aspetto della residenza ducale. L'interno del palazzo è quasi spoglio perché una volta impoveritisi, i Gonzaga dovettero vendere le opere d'arte, soprattutto a Carlo I d'Inghilterra, e gli arredi, parte dei quali furono successivamente sottratti da Napoleone.
    Il Palazzo Ducale è il simbolo di Mantova ma anche uno degli emblemi del Rinascimento italiano e di un tempo in cui il cognome epico dei Gonzaga echeggiava lungo tutto lo stivale. Tuttora è uno dei monumenti più visitati della provincia lombarda.

    Castello di San Giorgio

    Costruito sulle macerie della chiesa di Santa Maria di Capo di Bove a partire dal 1395 e concluso nel 1406 su committenza di Francesco I Gonzaga il castello di San Giorgio è un edificio a pianta quadrata costituito da quattro torri angolari e cinto da un fossato con tre porte e relativi ponti levatoi, volto a difesa della città.
    L'architetto Luca Fancelli, nel 1459 su indicazione del marchese Ludovico III Gonzaga, che liberò ambienti di Corte Vecchia per il Concilio indetto da Pio II, ristrutturò il castello che perse definitivamente la sua primitiva funzione militare e difensiva.
    Il maniero fu per lunghi anni la residenza di Isabella d'Este, moglie di Francesco II Gonzaga, tra le più celebri nobildonne del Rinascimento. Isabella volle presso la corte numerosi artisti e umanisti dell'epoca, quali Andrea Mantegna, il Perugino, Leonardo da Vinci e Ludovico Ariosto, facendo di Mantova una delle maggiori corti europee e centro artistico e letterario.
    Il castello, assieme ad altri edifici adiacenti, rimane residenza del principe per circa un secolo, fino al momento in cui Guglielmo Gonzaga trasferirà i propri appartamenti nella Corte Vecchia ristrutturata.
    A partire dal 1815 con l'occupazione austriaca della città, il castello divenne il carcere di massima sicurezza in cui vennero rinchiusi gli oppositori.

      "La Filanda - P.I. 02143830202 - Powered by: Studio Lomax, Copyright 2019 - Policies

    EnglishFrenchGermanItalianPortugueseRussianSpanish

    Versione Internazionale